Progetto: 

Figli di Madre Terra

"Chiunque sia ancora sveglio
alla fine di una notte di storie,
sicuramente diventerà la persona
più saggia del mondo.

Come mai sono nate le storie? 
Ah, le storie sono venute al mondo perché 
Dio era solo.
Dio era solo? Oh, sì, perché, vedete,
il vuoto al principio del tempo era molto buio.
il vuoto era buio perché era così zeppo di storie
che nemmeno una storia si districava dalle altre.
Le storie erano dunque senza forma,
e il volto di Dio scrutava dal profondo,
sempre in cerca di una storia.
E grande grande era la solitudine di Dio.
Infine, nacque un'idea bellissima,
e Dio sussurrò: "Che sia luce".
E tanto forte era la luce che Dio riuscì 
a toccare il vuoto e a separare le storie
di tenebra dalle storie di luce.
Nacquero così chiare storie del mattino,
e anche bei racconti della sera.
E Dio vide che ciò era una cosa buona.
Allora si sentiva incoraggiato,
e così separò le storie celesti dalle storie terrestri,
e queste ultime dalle storie acquatiche.
Allora Dio provò grande gioia nel creare alberi 
piccoli e grandi, e semi e piante dai vividi colori,
così potevano esserci anche storie sugli alberi
e i semi e le piante.
Dio rise di gusto, e dal riso di Dio
caddero al loro posto le stelle e il cielo.
Dio incastonò nel cielo la luce dorata, il sole,
per governare il giorno, e la luna, 
la luce argentea, per governare la notte.
E Dio creò tutto ciò affinché ci fossero storie
sulle stelle e sulla luna, storie sul sole,
e storie su tutti i misteri della notte.
Dio tanto si compiacque che si volse a creare uccelli,
creature marine e tutti gli esseri viventi che si muovono,
tutti i pesci e tutte le piante che vivono nel mare,
e le creature alate, e il bestiame e
gli esseri che strisciano, e tutti gli animali della terra,
secondo le loro specie.
E da tutto ciò vennero storie su messaggeri alati,
e storie su fantasmi e mostri, e racconti di balene e di pesci,
e altre storie sulla vita prima che la vita si conoscesse,
su tutto ciò che ora aveva vita, e su tutto ciò
che un giorno sarebbe nato.

Tuttavia, con tutte queste creature mirabili
e con tutte queste magnifiche storie,
con tutti i piaceri della creazione, Dio era ancora solo.
Camminava avanti e indientro e pensava,
e pensava e camminava avanti e indietro,
e finalmente!
Al nostro grande creatore venne l'idea:
"Ah! Facciamo esseri umani a nostra immagine e somiglianza.
E si prendano cura di tutte le creature dei mari,
di tutte le creature dell'aria e di tutte 
le creature della terra, le quali a loro volta
si prenderanno cura di loro".
Così Dio creò gli esseri umani dalla polvere della terra,
e nelle loro nari alità il soffio della vita,
e gli esseri umani diventarono anime viventi:
maschi e femmine Dio li creò. 
E quando furono creati, d'improvviso, 
tutte le storie che accompagnavano il
fatto di essere compiutamente umani spuntarono
pure alla vita, milioni e milioni di storie.
E Dio tutto benedì, e lo pose in un grande giardino chiamato Eden.
Ora Dio avanzava attraverso i cieli avvolto in sorrisi
perché, vedete, finalmente Dio non era più solo.
Non erano state le storie a mancare
alla creazione quanto piuttosto,
e in misura davvero speciale, 
gli esseri umani ricchi di così tanto sentimento
da poterle raccontare."
  
                                                                                                                         -  Clarissa Pinkola Estès

Che storie raccontiamo? 

 Raccontiamo le storie dei figli di Madre Terra. 
Quelle persone che tutt'oggi portano avanti a testa alta la propria cultura, la propria lingua e le proprie tradizioni.
Raccontiamo le storie dei guardiani della natura, delle artiste ispirate da essa,
dei costruttori di vite ecosostenibili. 
Raccontiamo degli antenati, degli spiriti del vento, degli gnomi
e delle fate. 
Raccontiamo di un mondo che si può vedere solo se si apre il cuore. 
Raccontiamo di chi, come noi, non perde mai la speranza
e si sveglia ogni mattina con il desiderio di 
migliorare almeno di un millimetro
il mondo in cui vive. 
Come? vi starete chiedendo. 
Ascoltando il proprio cuore, sentendo empatia per tutte le creature viventi,
dispensando gentilezza senza voler nulla in cambio,
condividendo ciò che si apprende,
allenandosi a guardare al di là del proprio naso.
Accogliendo lo straniero, immergendosi nella natura selvatica,
andando alla ricerca della propria anima. 
E mai, mai credere di aver finito di apprendere.